Uscire dalla zona di comfort

Danny Spina

Danny Spina

Questo 2020 è stato un anno decisamente particolare.

Non solo per la pandemia globale da Covid-19, ma anche a livello personale è stato come uno schiaffone in faccia. Uno schiaffone dato dal nonno, quello con la mani grosse e callose. Uno schiaffone non per punire, ma per educare.

Questo è quello che è successo a me. Quest’anno lo schiaffone è stato, per me, suddiviso in diversi “sotto-schiaffi”.

  • Ho terminato i 3 anni di formazione per diventare uno sviluppatore software superando l’esame finale, scritto e orale (in tedesco)
  • Ho lasciato l’azienda in cui avevo fatto la formazione
  • Sono rimasto momentaneamente senza lavoro a ridosso della nascita di mia figlia
  • È nata mia figlia Amanda
  • Sono stato assunto da una web agency innovativa, che usa il sistema “holacracy” come struttura interna
  • Da persona completamente disorganizzata mi sono trovato a dover gestire il mio lavoro in modo completamente autonomo
  • Dopo 3 anni di sviluppo frontend sono stato assunto come sviluppatore backend
  • Siamo a novembre e il 2020 non è finito, vediamo che cosa succederà ancora prima della fine di ques’anno

È successa un po’ di roba insomma.

Ma quello di cui volevo parlare in questo post è l’importanza di uscire dalla propria zona di comfort.

Espandi il territorio

In tutti i siti di crescita personale si può leggere quanto sia importante, e certe volte suona anche un po’ banale. Finché non ci esci davvero, dalla zona di comfort.

È maledettamente difficile e non dà assolutamente belle sensazioni. Anzi, è completamente contro intuitivo e contro tutto quello che l’istinto ci dice di fare. Il cervello fa di tutto per auto sabotarsi, per cercare di rimanere dentro quel cerchio comodo.

Ma dopo un po’… dopo essere usciti dal nostro territorio, quel terreno inesplorato che all’inizio spaventava diventa parte integrante della nostra zona di comfort, che si allarga e diventa più grande. Allora sì che il cervello ci ringrazierà.

Io sto vivendo questo processo qui, nel mio nuovo posto di lavoro. La mia quotidianità è stata completamente rivoluzionata e sono costretto a stare perennemente fuori dalla mia zona di comfort. E all’inizio è stata davvero dura.

Ma ora, dopo poco più di un mese, sento che il mio territorio si è allargato. Sento sempre di avere un piede fuori, ma quello che mi spaventava a morte all’inizio ora non mi spaventa più. I miei confini si sono espansi, comprendendo anche alcune attività che erano per me sconosciute.

Ego is the enemy, obstacle is the way.

Ryan Holiday

Questa frase è ormai il mio mantra (oltre che un futuro nuovo tatuaggio).

Prima di essere assunto qui, avevo ricevuto diverse altre proposte interessanti. Anche più interessanti di questa che ho scelto, soprattutto a livello economico.

Era la condizione ideale per il mio cervello: diverse offerte tra cui scegliere, tra cui alcune dove potevo stare tranquillo, senza stress, a fare sempre la stessa cosa, e mi pagavano pure molto bene. Perfetto!

Invece no, ho scelto di non dare retta al mio ego e di scegliere la via con più ostacoli, sapendo che mi avrebbe fatto crescere. Anche a discapito dei soldi.

E così ho scelto l’offerta dell’agenzia dove lavoro ora, e non potrei essere più contento di quella scelta.

Grazie a questa libertà da gestire sto crescendo professionalmente, ma soprattutto come persona, e questo non ha prezzo.

Esci sempre dalla tua zona di comfort, e stanne fuori il più a lungo possibile!


Photo by Tudor Baciu on Unsplash

Leave a comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Comments